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16

Feb

L’operazione è tecnicamente riuscita e il paziente è morto.

Già in effetti si sentiva la crisi. Parola d’ordine: austerity. Piazza Bresca deserta, la città fredda e livida, la gente perplessa sull’utilità dell’annual baraccone in un momento di ben altri scazzi della nazione.

Abbiamo cominciato sotto i peggiori auspici, con l’Italia bloccata dalla neve e la gente che non riesce a raggiungere la riviera. Quindi abbiamo avuto la valletta col collo bloccato. La nostra Valletta Bionda ha sperato invano di poter prendere il suo posto ma alla fine non è riuscita a sopportare il ritorno di Belen e Elisabetta ed è caduta anche lei nel vortice degli psicosomatismi.

Poi siamo partiti, e se la situazione poteva peggiorare, ha peggiorato. Giurie che non possono votare, testi e autori inesistenti, suoni in teatro e in tivù totalmente sballati. La bolla di Celentano che invade il palco per un’ora con il suo carico di luoghi comuni insensati, scenette antiche, insulti, tempi morti e finto pluralismo. E Pupo.

Una prima serata inguardabile, forse la più brutta degli ultimi dieci anni di Festival.
E ovviamente, regolarmente, il boom di ascolti.

In conferenza stampa il direttore artistico Mazzi fa esercizio di un auto-compiacimento non richiesto, sostenendo che fa tutto parte di un piano da lui ben orchestrato: è più difficile fare ascolti alti nella tv della polverizzazione e dell’offerta digitale, così bisogna eventizzare, trovare un motivo “altro” per cui la gente si sintonizzi sul primo canale e somministrargli le canzoni come se fossero una sorta di male necessario. A quel punto quattro o cinque di queste benedette canzoni gli entreranno pur in testa, al nostro pubblico bue, i dischi venderanno, e avremo fatto il nostro dovere. Celentano non è un “disturbo” per le canzoni quindi, ma un viatico perchè siano valorizzate e conosciute.

Da questo punto di vista, l’operazione è tecnicamente riuscita e il paziente è morto.

La Valletta Bionda ha preso una cotta per il ragazzo a 2:35

15

Feb

Emma: sei una strafica
Loredana Bertè, dietro le quinte di ieri sera, per ammazzare il tempo durante l’infinita predica del re degli ignoranti

12

Feb

1987

La Valletta Bionda ha quasi due anni.

Zio Gianni vince il Festival insieme a Tozzi e Ruggeri con “Si può dare di più”, che poi è un po’ l’inizio della fase “Stiamo Uniti” della sua carriera.

Toto Cutugno arriva secondo, come altre cinque volte.
Terzi Al Bano e Romina, nostalgia nostalgia canaglia.

Ruggeri fa filotto: è lui l’autore di “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, che vince il Premio della Critica.

Durante l’ultima serata Pippo annuncia in diretta la morte di Claudio Villa.
In un’altra scena memorabile, Patsy Kensit diventa famosa per una spallina.

Whitney nell’87 non aveva certo bisogno di far cadere spalline per farsi notare.

Un quarto di secolo dopo, ci sono voluti una vasca da bagno e un hotel di Beverly Hills.

All at once

Questo è un titolo di prova per lo speciale Sanremo 2012
Titolo dello Speciale Sanremo di Repubblica.it alle 23 di domenica 12 febbraio

10

Feb

Da San Gelo a San Remo.
Arriva un giorno di febbraio e un treno ti preleva dal binario del mondo vero. Laggiù da dove sei partito è solo crisi e tempeste di neve. Scordati tutto. Qui al massimo è crisi di ascolti e tempeste mediatiche. Per il resto fiori, ospiti, canzonette, share. E vallette. Vallette sconosciute e vallette che fanno i capricci. Vallette che vanno e vallette che vengono.
Me se come noi ti senti ingiustamente privato di una valletta bionda di riferimento, una con cui identificarti, una da combattimento, fai il tifo per la nostra: ti racconta il suo Sanremo direttamente dall’Ariston sul twitter @wheninsanremo e qui sul tumblr per qualche chiacchera da parrucchiera in più.
Insomma anche quest’anno ci siamo finiti dentro.
Nella splendida cornice.

Da San Gelo a San Remo.

Arriva un giorno di febbraio e un treno ti preleva dal binario del mondo vero. Laggiù da dove sei partito è solo crisi e tempeste di neve. Scordati tutto. Qui al massimo è crisi di ascolti e tempeste mediatiche. Per il resto fiori, ospiti, canzonette, share. E vallette. Vallette sconosciute e vallette che fanno i capricci. Vallette che vanno e vallette che vengono.

Me se come noi ti senti ingiustamente privato di una valletta bionda di riferimento, una con cui identificarti, una da combattimento, fai il tifo per la nostra: ti racconta il suo Sanremo direttamente dall’Ariston sul twitter @wheninsanremo e qui sul tumblr per qualche chiacchera da parrucchiera in più.

Insomma anche quest’anno ci siamo finiti dentro.

Nella splendida cornice.

22

Feb

Post Scriptum

Dopo lo scritto c’è il letto. Anche nel senso che finalmente recupero un po’ di sonno, dopo una settimana che mi ha lasciato nel jet leg più violento. Ma principalmente ci siamo divisi bene i compiti: io ho scritto e voi avete letto (odio quelle cose moderne basate sul feedback in cui chi scrive poi è costretto pure a leggere e chi legge si prende la briga di commentare scrivendo…orsù, un po’ d’ordine).

Se siete stati bravi lettori però, ogni tanto avreste dovuto schiacciare un tasto play e fare una cosa che ci ha accomunato entrambi: ascoltare. Questo era un blog temporaneo sul festival di sanremo con la stupida pretesa di parlare anche di musica. E di far ascoltare musica. Un piccolo esercizio di stile per presentare un festival parallelo, quello che si svolge quotidianamente con le canzoni che stanno dentro la mia testa. Che poi -attenzione- non è un festival impossibile: canzoni o artisti che ci hanno provato ma sono rimasti fuori, dischi usciti negli ultimi mesi (o giorni) che potevano essere intercettati e portati all’ariston, pezzi pop, canzoni tradizionali, arrangiamenti per orchestra… E’ un’alternativa vera, solida, il cast della Valletta Bionda.

Allora in un giorno particolare, che ben si adatta ai regali, il festeggiato dall’alto del suo ventiseiesimo compleanno fa un regalo ai suoi amici e lettori: la compilation di When in Sanremo 2011, scaricabile dal link che intitola quest’ultimo post. Trattatela con garbo, fatene un uso terapeutico che vi salvi dalle canzoni inutili, dal colpo di coda dell’inverno e dal logorìo della vita moderna, come fosse un cynar. 

Il blog è finito, ora usciamo tutti di casa, e andiamo a bere un bicchiere alla salute del festeggiato.

Magari ci sentiamo a maggio per l’Eurofestival, per difendere insieme il tricolore al suono della tromba di Fabrizio Bosso che speriamo accompagni l’Orso Yoghi Gualazzi a Düsseldorf.

Chissà, nonostante tutte quelle tedesche, magari una Valletta Bionda in più può sempre tornare utile.

21

Feb

Ma soprattutto del trucco parrucco

Signori e Signore, in disordine sparso, le pagelle della Valletta Bionda per Sanremo 2011.

mark owen - Ricade un po’ meno nello stile “sono appena uscito da una clinica di riabilitazione” tipico dei suoi colleghi, soprattutto Howard e Jason. In formato A5, ma su carta filigranata. Sorridentemente gentile. Voto: 7.5

il meteo - Non è che uno va a sanremo a metà febbraio solo per il festival: ci va per affrettare l’arrivo della primavera. Quest’anno piuttosto abbiamo allungato l’inverno. E nonostante tutto in camera di mio cugino c’erano comunque le zanzare. Voto: 4

luca e paolo - Non che i loro testi comici siano sempre dei capolavori, ma in quanto a verve, scioltezza, prontezza di riflessi e necessaria dissacrazione, sono stati loro la vera e l’unica cifra stilistica presente nella conduzione. Voto: 7

la golden share - Uno spasso. Quei dieci minuti in diretta con Pagnoncelli e Mollicone dalla Sala Stampa trasformata in curva sud votante sono stati divertenti per tutti, emozionanti per noi e credo un bel diversivo per il pubblico. Voto: 8

la città - La pista ciclabile sul lungomare, per la quale Morandi non smetteva mai di ringraziare il sindaco Zoccarauto (chiamato così dal nome del suo concessionario di automobili: sul serio), è solo una delle novità della città. Via Matteotti, la via dell’Ariston, è diventata una grande strada pedonale, laddove un tempo degli strettissimi marciapiedi scorrevano accanto alle macchine incolonnate e ai carichi-scarichi dei commercianti. E’ stata fatta la rivoluzione, ed è venuta bene. Voto: 7.5

i giornalisti - Sempre difficile capire cosa muova a fare delle domande così inutili e stupide durante le conferenze stampa. Un vero mistero: chiamate Ruggeri, Raz Degan, X Files. Twin Peaks. Chi ha ucciso il giornalismo musicale? Voto: 4

belen e elisabetta - Presenze assolutamente indispensabili per questo festival, TRANNE che sul palco dell’Ariston. Il successo dell’edizione 2011 si deve anche al loro senso del divismo per interposta persona (cfr. i loro fidanzati) e hanno rappresentato il fulcro del battage mediatico intorno all’evento. Dovevano fare qualcosa anche durante le puntate? Ma ne siete convinti? Voto: 7

il meccanismo di votazione - Credo che sommando tutte le variabili e i correttivi del caso (il voto dell’orchestra più pesante, la diversità delle giurie, le eliminazioni e i ripescaggi, e poi la golden share finale) ora come ora il meccanismo non sia male. Ma la verità è che quest’anno non è stato messo alla prova: la canzone vincitrice ha messo d’accordo tutti, invece il bello del meccanismo è vedere se resiste sotto i colpi incrociati di diversi brani forti che incontrano il favore di diverse parti delle giurie. Voto: N.C.

chiamami ancora amore - Quando al Festival si è tutti d’accordo è una magia che non si discute, si deve vivere e basta. Godersela, perchè finisce sempre troppo presto. Voto: 8.5

i miei pronostici - Enormi soddisfazioni quest’anno. Ho sbagliato a fare la squadra al Fanta Festival di Rockol, ma d’altronde non conoscevamo ancora le canzoni. Invece poi ho azzeccato tutti i pronostici in corso fatti in diretta in sala stampa: Albano/Patty il mercoledì, il ripescaggio (facile) il giovedì, Pezzali/Tricarico il venerdì. Il sabato, come avete visto, ho preferito far finta che Amanda non fosse libera, ma per il resto ho azzeccato quasi tutto. Molto orgoglioso di aver preso perfettamente i posti dalla 4 alla 6. La golden share sui La Crus in finalissima…continuo a pensare che sarebbe stato il coronamento perfetto di un festival che già in generale è finito bene. Voto: 8

battiato - Ora qualcuno abbia il coraggio di dire che lui si vedeva troppo poco e che non si è dato abbastanza. Quando lui saliva sul palco, si sedeva al piano, e nel silenzio dell’orchestra partiva il suo “VIVO”, tutti trattenevamo il fiato. Regale, olimpico, religioso. La Madonna di Sanremo. Voto: 8

gli autori - Senza speranza nè giustificazione. Voto: 3

le interviste con gli ospiti stranieri - Idem come sopra. Voto: 3

gli amici - Dopo 7 anni di Festival, sembra incredibile, posso dire di avere degli amici. Delle persone che ho voglia di rivedere e con le quali sto bene. Ancore di salvezza nella tempesta della kermesse più insensata e travolgente d’Italia. Che lusso. Voto: 9

la pigna - Sanremo vecchia è uno dei posti più belli del ponente ligure. Uno sale, si inerpica, si perde, arriva a vedere il mare dall’alto, la luna piena, i tetti delle case, poi riscende e non sa dove sbuca, finchè non viene riacciuffato dal mare di gente che scorre per il centro. Sembrano due Sanremo separate. Io quest’anno me le sono godute tutte e due. Voto: 9.5

il galà al casinò - L’apice del trash, ancor più che le feste al Morgana, quest’anno sottotono. Danny Mendez che mi prende per un braccio esagitata e si lamenta che nessuno vuole ballare. L’addetta stampa brillantissima del Casinò di Sanremo che chiama la Meloni “Ministro Melandri”. Il premio dell’anno assegnato ad Albano solo perchè Morandi non è potuto venire. Spettacolare. Voto: 8.5

la nonna - Ancora in pista nonostante tutto, con memorabili lotte per un cioccolatino in più. Facoltà sensoriali ormai al limite dell’inutilizzabile, ma imperituro senso del gossip. Sanremo non morirà mai, la nonna prima o poi sì, almeno speriamo che muoia al casinò, o a cena fuori. Tanto, come dice sempre mia madre, “se la invitassero a cena fuori all’inferno, lei ci andrebbe”. Voto: 9

io confesso - La mia colonna sonora per questo festival 2011, l’unica canzone dell’edizione entrata dritta nei miei televoti, nei miei mp3, nei miei sogni, nei miei ricordi, ovvero l’unica che ha fatto il suo mestiere: segnare anche solo qualche minuto di quello che hai vissuto. Non c’è nessun altro al mondo così vicino a te, che è così uguale a me. Voto: 10

il mio capo - Sms delle 2 del mattino di lunedì. Anche questa volta siamo riusciti a vincere. D’altronde con alcuni di voi faccio squadra da 20 anni e sappiamo da sempre che insieme si vince. Questa volta sento il bisogno di ringraziarvi, in modo particolare, per la grande dimostrazione d’affetto e di amicizia nei confronti miei e di tutta la squadra, specie nei rapporti con le new entry. Con grande stima vi saluto e vi auguro il meglio. Tonino non andare mai via, ché mi commuovo già. Voto: <3 (non è un “minore di 3”, è un cuore)

Sanremo 2011 - Pienone di ascolti, dirigenze RAI rilassate, giornalisti tenuti buoni da un finale che premia la loro canzone preferita. Qualità musicale tutto sommato passabile, scoperta sulla lunga distanza, con alcuni momenti veramente belli tipo il commovente colpo d’occhio Battiato-Consoli-Madonia di venerdì. Qualità televisiva molto bassa ma tenuta in vita da una sapiente operazione di marketing e dalla presenza di Morandi (che quando si dice “ponte tra generazioni diverse” non si dice una cazzata, datemi retta). Momenti di splendida ilarità tra i colleghi e nuove belle scoperte in sala stampa. Sono anni che mi chiedo quando sarà il mio ultimo Sanremo, tendenzialmente ogni anno è candidato, ogni equilibrio si rompe con facilità e quello di quest’anno mi è sembrato un po’ la cima, la fusione perfetta di tanti elementi che ho provato a riassumere nelle pagelle. Non credo sarà ripetibile: l’anno prossimo mancherà qualcosa. Potrei tranquillamente essere io. Voto: 9

E ora, Signore e Signori, i titoli di coda.

 

Domani, l’ultimo post.

19

Feb

(ora)prono(bi)stici

Blocco dei primi tre:

Vecchioni Emma Nathalie

Blocco dei secondi tre:

Van De Sfroos Madonia La Crus

Golden Share:

La Crus

Televoto finale:

Vecchioni Emma La Crus

Vincitore:

Vecchioni

E’ più una speranza che un pronostico.

Chiamerai il mio nome, lo so che lo farai

 

La missione di oggi

Apparire in diretta al Question Time delle 14.

Anche se ricordo che io sono la Valletta Bionda che porta le buste.